Accoppiamento dei settori energetici: bastano gli strumenti di pianificazione territoriale esistenti
Berna, 13.03.2026 — Il Consiglio federale non vede la necessità di intervenire per garantire, tramite misure di pianificazione territoriale, la disponibilità di siti destinati all’accoppiamento dei diversi settori energetici. È quanto emerge da un rapporto in adempimento di un postulato, adottato dal Consiglio federale nella seduta del 13 marzo 2026.
Il postulato Schaffner (23.3125) chiede di chiarire se occorra pianificare reti energetiche intersettoriali e assicurare, attraverso la pianificazione territoriale, i siti destinati all’accoppiamento dei settori. Con «accoppiamento dei settori» si intendono tecnologie che collegano e coordinano diversi settori energetici (elettricità, gas, calore e mobilità). In tale contesto, l’energia viene convertita: elettricità e calore possono, ad esempio, essere prodotti dal gas tramite cogenerazione.
Nel suo rapporto, il Consiglio federale rileva che gli attuali strumenti di pianificazione territoriale, in particolare i piani direttori e i piani di utilizzazione, sono adeguati anche per impianti di grandi dimensioni destinati all’accoppiamento dei settori. Ciò vale anche per i cosiddetti hub multienergetici, che integrano più settori energetici e richiedono superfici considerevoli. Prima di modificare un piano direttore o un piano di utilizzazione, le imprese energetiche devono determinare dove l'accoppiamento dei settori sia possibile e più indicato.
La futura domanda di prodotti e servizi legati all’accoppiamento dei settori non è ancora definita in modo chiaro. Il Consiglio federale intende quindi innanzitutto chiarire il fabbisogno, per poi valutare l’avvio di una pianificazione energetica territoriale. A tal fine si attenderanno i risultati delle Prospettive energetiche 2060.
Link
Garantie de sites appropriés au couplage sectoriel par l’aménagement du territoire: rapport du Conseil fédéral (in francese)
