Crescita sostenuta del PIL della Svizzera nel 2024
Neuchâtel, 29.09.2025 — Nel 2024 il prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera è aumentato dell’1,4% ai prezzi dell’anno precedente (al netto dell’influenza dei prezzi). Queste prime stime dell’Ufficio federale di statistica (UST) sono state calcolate nell’ambito di una revisione. Per il periodo 1995–2023 sono disponibili nuove serie di dati. Questa revisione completa dei conti economici nazionali è stata attuata in collaborazione con il team che produce le stime trimestrali della SECO ed è conforme alle prassi internazionali. Essa introduce dei miglioramenti dal punto di vista metodologico e tiene conto di nuovi dati. Ne consegue un aumento medio del PIL di 1,8 punti percentuali. A prezzi correnti, nel 2024 il PIL ammonta a 854 miliardi di franchi.
La revisione dei conti economici nazionali consente di tenere meglio conto della realtà economica in costante evoluzione e di apportare miglioramenti in termini di copertura e struttura, facendo ricorso a nuovi metodi statistici e prendendo in considerazione nuove fonti di dati. Tale revisione riguarda i conti economici nazionali annuali realizzati dall’Ufficio federale di statistica (UST) e le stime trimestrali della Segreteria di Stato dell’economia (SECO).
Prime stime per il 2024
Stando alle prime stime dei conti economici nazionali annuali dell’UST, nel 2024 l’economia svizzera ha registrato un incremento del PIL dell’1,4% ai prezzi dell’anno precedente (+0,8% nel 2023). Tenuto conto dell’aumento dell’1,0% del livello generale dei prezzi, il PIL a prezzi correnti è aumentato del 2,4%, attestandosi a 854 miliardi di franchi.
Il consumo finale delle economie domestiche (+2,4%) è stato il principale motore di crescita dell’economia svizzera nel 2024, sostenuta anche dal commercio estero. La dinamica degli investimenti si è invece affievolita (2024: +0,5%; 2023: + 2,2%).
Il settore delle imprese non finanziarie, sostenuto dai settori chimico-farmaceutico, informatico e delle comunicazioni, sanitario e del commercio al dettaglio, ha registrato una netta crescita (+1,6%). A livello di imprese finanziarie, invece, la situazione è contrastante, con un forte aumento del valore aggiunto delle assicurazioni (+6,5%) e un calo del valore aggiunto degli intermediari finanziari (–2,3%).
Il reddito nazionale lordo (RNL) a prezzi correnti, che tiene conto dei redditi da lavoro e da capitale percepiti e versati all’estero, nel 2024 è cresciuto del 3,5% a seguito di un forte aumento dei redditi da capitale ricevuti dall’estero (4,9%).
Aumento del livello del PIL a seguito della revisione
I miglioramenti nei metodi di calcolo e l’integrazione di nuove fonti di dati hanno comportato nel periodo 1995–2023 un aumento del livello del PIL a prezzi correnti compreso tra 1,1 e 3,8 punti percentuali, a seconda degli anni considerati. Dal 2021 in poi, l’aumento è stato più marcato e supera i 3 punti percentuali.
I fattori alla base di questi cambiamenti sono molteplici, ma riguardano soprattutto il settore delle imprese non finanziarie, in particolare quello farmaceutico e quello del commercio all’ingrosso. La revisione della statistica del valore aggiunto, risalente al 2023 (anno base 2021) ha ricoperto un ruolo importante nell’aumento del PIL.
Si possono citare altri cambiamenti, anche se il loro impatto sul PIL è minore. Un nuovo metodo di calcolo dei fondi di investimento basato su dati amministrativi sostituisce la stima calcolata con un modello statistico.
Il metodo di calcolo per la riassicurazione è stato adattato. L’accesso ai dati individuali degli intermediari finanziari ha inoltre permesso di delineare meglio le attività delle succursali all’estero e quindi di sottrarle. A queste ultime è stata inoltre rivolta particolare attenzione anche per il settore delle imprese non finanziarie. Infatti, le succursali che operano all’estero non devono essere incluse nel PIL.
Inoltre, il livello degli investimenti in beni d’equipaggiamento è stato corretto sensibilmente in seguito all’integrazione di nuovi dati. Infine, il metodo di calcolo dei dati a prezzi costanti del commercio estero di beni è stato rivisto a seguito di una modifica della nomenclatura.
Nuova revisione in vista
Nell’intero periodo (1995–2023), si è osservato un aumento del livello della voce «Variazione delle scorte ed errore statistico». Questo aumento è stato più marcato per gli anni più recenti ed è da ricondurre in particolare alle difficoltà incontrate nel bilanciare l’offerta (creazione di valore aggiunto) e la domanda (utilizzo del valore aggiunto).
Il presente comunicato stampa e ulteriori informazioni sul tema sono reperibili sulla pagina Internet dell'UST.
