Ex deposito di munizioni di Mitholz: le indagini sulle sostanze inquinanti confermano l’ipotesi di pianificazione
Berna, 28.05.2026 — Nelle aree di propagazione dell’esplosione, la superficie allora interessata è in parte pesantemente contaminata da sostanze inquinanti. Le indagini attuali confermano questa ipotesi di pianificazione. Per l’attuale uso dei terreni come superfici da pascolo non sono necessarie limitazioni. Grandi quantità di sostanze inquinanti si trovano nel cumulo di macerie davanti all’impianto. La gestione dei materiali risulta complessa e richiede un’ottimizzazione della pianificazione di progetto.
Durante l’esplosione del 1947 residui di munizioni, detriti e macerie derivanti dalla deflagrazione, in parte pesantemente contaminati da sostanze inquinanti, furono scagliati su un’ampia area fuori dall’ex galleria ferroviaria fino al fondovalle. Successivamente, le superfici contaminate furono soggette a fenomeni di trasporto e ricoprimento dovuti a eventi naturali, quali inondazioni e colate di fango, nonché a misure edili.
A partire dal 2022, al fine di determinare il livello di contaminazione delle aree esterne all’impianto, sono state condotte ampie indagini tecniche sulla geologia, l’idrogeologia e la contaminazione da sostanze inquinanti. Nel corso delle indagini sono stati analizzati numerosi campioni di terreno e di materiale provenienti da fori per escavatori e perforazioni esplorative, al fine di verificare la presenza di munizioni e sostanze inquinanti.
Le valutazioni confermano le precedenti ipotesi di pianificazione relative alla contaminazione da munizioni e sostanze inquinanti nelle aree di propagazione, secondo cui la superficie del terreno del 1947 risulta in parte fortemente contaminata. Si conferma inoltre che, in particolare a sud e a sud-ovest dell’ex deposito di munizioni, gli strati di terreno fortemente contaminati sono stati in parte sepolti a diversi metri di profondità a causa di eventi naturali e della successiva costruzione della galleria antivalanghe. Il presunto luogo in cui è avvenuta la deflagrazione, pesantemente contaminato, con circa 30 crateri di detonazione risalenti al 1948, è stato più volte sepolto da colate di fango e dalla costruzione del bacino di deposito di Stägebach ed è oggi coperto da diversi metri di materiale. Sono necessarie ulteriori indagini in merito al luogo in cui è avvenuta la prima deflagrazione.
Contaminazione delle superfici del terreno
In tutti i lavori di sgombero del vecchio deposito di munizioni, i suoli pregiati delle superfici da pascolo devono essere protetti e conservati nel miglior modo possibile. Il terreno rimosso (humus) dovrebbe, in linea di principio, essere riutilizzato sul posto, a condizione che il livello di contaminazione da sostanze inquinanti lo consenta.
Le superfici da pascolo, secondo la mappa degli obiettivi di sgombero, sono state esaminate sistematicamente per rilevare la presenza di sostanze inquinanti. In tutte le aree di propagazione dell’esplosione si rileva una contaminazione diffusa sulla superficie del terreno allora interessato. L’obbligo di risanamento, tuttavia. è previsto solo per le superfici sulle quali sorgono impianti di tiro e parapallottole a causa della contaminazione del suolo, come spesso accade per strutture di questo tipo. Per le altre superfici da pascolo non si riscontrano rischi per l’attuale uso agricolo, orientato alla produzione di foraggio e al pascolo del bestiame. Per altre forme di gestione agricola, la situazione deve essere rivalutata.
Il materiale di scavo con maggiore contaminazione deve essere trattato adeguatamente
Tutto il materiale di scavo deve essere valutato in base al grado di contaminazione da sostanze inquinanti. Secondo le disposizioni di legge, per il riempimento e la modellazione del terreno può essere utilizzato solo materiale non inquinato o leggermente inquinato. Il materiale maggiormente inquinato deve essere trattato prima del riutilizzo.
Grandi quantità di materiale inquinato nel cumulo di macerie davanti alla Fluh
Le maggiori quantità di materiale inquinato al di fuori dell’impianto si trovano a est della strada nazionale, nel cumulo di macerie davanti alla Fluh, tra il Bruchgraben e lo Stägebach. Per liberare l’ex galleria ferroviaria è necessario rimuovere l’imponente cumulo di macerie. Le indagini hanno rilevato che nel cumulo di macerie sono presenti circa 350 000 m³ di materiale di scavo fortemente o altamente inquinato. Questa quantità corrisponde, secondo una stima approssimativa, al 50–60 % del cumulo di macerie e riempirebbe circa tre volte l’edificio del Parlamento a Berna. Nonostante la forte contaminazione da sostanze inquinanti, approfondite indagini non hanno rilevato alcuna minaccia per i beni da proteggere quali suolo, acque sotterranee e corsi d’acqua nell’area dell’ex deposito di munizioni di Mitholz.
Ottimizzazioni continue del progetto
La gestione sicura e rispettosa dell’ambiente di volumi così grandi e inquinanti pone requisiti particolari al processo di gestione dei materiali (scavo, trasporto, immagazzinamento provvisorio, trattamento dei materiali e riutilizzo). Per non gravare sul versante occidentale della valle, la gestione dei materiali dovrebbe essere concentrata, per quanto possibile, sulle superfici già inquinate nelle aree di propagazione dell’esplosione. Per questi motivi, per l’immagazzinamento provvisorio del materiale di scavo sono previste ulteriori superfici all’interno dell’anello ferroviario. Con queste nuove superfici, la scheda del piano settoriale viene adeguata, nell’ambito di una revisione, come base pianificatoria e di diritto edilizio. Questo adeguamento comprende anche la collocazione del chiosco infopoint che sarà realizzato presso l’attuale ristorante Balmhorn. Inoltre, sulla base dell’attuale valutazione dei rischi, la galleria di protezione ferroviaria sarà accorciata su entrambi i lati.
Realizzazione graduale dell’infrastruttura
Le procedure del processo di gestione dei materiali dovrebbero essere testate il prima possibile. A tale scopo, per la cernita dei residui di munizioni dal materiale di scavo, sarà realizzato un impianto pilota. Inoltre, è previsto uno sviluppo graduale delle capacità per lo smaltimento delle munizioni. Nell’area di Bruchmattli verrà costruito un bunker per la detonazione di munizioni non sicure per il trasporto. A partire dall’estate 2026 per l’impianto pilota e il bunker saranno avviate procedure separate di approvazione dei piani. Lo smaltimento rispettoso dell’ambiente delle munizioni rinvenute attualmente viene garantito mediante l’installazione temporanea di una camera mobile di detonazione nell’ex deposito di munizioni
Avvio della procedura di approvazione dei piani per le misure di protezione ferroviaria nel dicembre 2026
Secondo la pianificazione attuale, l’avvio della procedura di approvazione dei piani per le misure di protezione ferroviaria è previsto per dicembre 2026. La procedura successiva, relativa alle misure di protezione stradale nonché alla preparazione e all’esecuzione dello sgombero, dovrebbe essere avviata presumibilmente all’inizio del 2029. Grazie a uno scaglionamento di circa due anni tra queste due procedure, le fasi costruttive delle opere di protezione ferroviaria e stradale potranno essere meglio separate e coordinate. Nonostante queste e ulteriori ottimizzazioni, la direzione del progetto ritiene che anche il termine finale del progetto subirà uno slittamento di circa due anni, passando dal 2045 al 2047.
