Sentenza del Tribunale amministrativo federale sull'esplorazione radio e l'esplorazione dei segnali via cavo: i requisiti saranno attuati
Berna, 19.01.2026 — Nella sua sentenza del 19 novembre 2025, il Tribunale amministrativo federale ha richiesto l’adeguamento del quadro giuridico che disciplina l'esplorazione radio e l'esplorazione dei segnali via cavo. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha deciso di non presentare ricorso contro questa sentenza e di attuare i requisiti nella Legge federale sulle attività informative (LAIn). L'implementazione avverrà probabilmente tramite un pacchetto di revisione separato, al fine di non ritardare i lavori in corso, considerando la situazione attuale di minaccia aggravata.
Nella sentenza A-6444/2020, il Tribunale amministrativo federale ha constatato che le basi legali dell'esplorazione radio e dell'esplorazione dei segnali via cavo non sono conformi ai diritti fondamentali in determinati ambiti. Il Tribunale riconosce l'importanza dell'esplorazione radio e dell'esplorazione dei segnali via cavo per garantire la sicurezza della Svizzera. Tuttavia, richiede garanzie rafforzate, in particolare per la protezione delle fonti giornalistiche e di altre comunicazioni particolarmente sensibili, come quelle tra avvocato e cliente. Inoltre, il controllo deve essere rafforzato. Il Tribunale ha concesso al legislatore un termine di cinque anni per ripristinare una situazione conforme alla Costituzione. L'esplorazione radio e l'esplorazione dei segnali via cavo possono proseguire durante questo termine.
Evoluzione della giurisprudenza internazionale dal 2017
La Legge federale sulle attività informative è entrata in vigore il 1° settembre 2017. Da allora, la giurisprudenza internazionale relativa alla ricerca d'informazioni ha subito un notevole sviluppo. Nella sua sentenza, il Tribunale amministrativo federale si basa sulle sentenze di principio della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) «Big Brother Watch contro Regno Unito» (n. 58170/13) e «Centrum för Rättvisa contro Svezia» (n. 35252/08), entrambe del 25 maggio 2021. Tali sentenze sono state emesse a distanza di quattro anni dall'entrata in vigore della LAIn e hanno formulato per la prima volta requisiti dettagliati in materia di protezione dagli abusi nella sorveglianza transfrontaliera delle comunicazioni.
Un pacchetto di revisione separato per non ritardare i lavori in corso
La legislazione svizzera deve ora essere adeguata a questi standard sviluppati. Le sentenze citate della Corte EDU hanno portato anche ad adeguamenti legislativi in diversi paesi europei.
A seguito di un’attenta analisi, il SIC ha deciso di non ricorrere contro la sentenza. I requisiti formulati dal Tribunale saranno, in concertazione con il capo del DDPS, il consigliere federale Martin Pfister, probabilmente integrati nell'ambito di un pacchetto di revisione separato. Ciò al fine di consentire un'integrazione accurata di questi requisiti nella legge e di non ritardare i due pacchetti di revisione attualmente in corso. Questo è importante visto l'attuale situazione delle minacce, poiché la situazione si è fortemente aggravata in tutto il mondo, anche per la Svizzera. A partire dal 2020, le minacce che il SIC tratta prioritariamente si sono moltiplicate. Tra queste si annoverano in particolare il terrorismo, l'estremismo violento, lo spionaggio, gli attacchi informatici, la proliferazione di armi di distruzione di massa, dei loro vettori e di altri materiali di armamento, nonché gli attacchi contro le infrastrutture critiche. La Svizzera è già direttamente colpita dalla condotta di conflitti ibridi. Le misure previste nei pacchetti di base e complementare della revisione della LAIn sono quindi urgenti. Se, nel corso del processo di revisione, si presentano possibilità di un'attuazione accelerata, il SIC le coglierà.
Il messaggio relativo al pacchetto di base della revisione della LAIn, che comprende tra l'altro modifiche delle disposizioni relative alle misure di ricerca, alla conservazione dei dati e al controllo, deve essere presto adottato dal Consiglio federale. L'apertura della consultazione sul pacchetto complementare, che tratta principalmente delle misure contro le minacce cibernetiche, è prevista per la metà del 2026.
