Convenzione europea per la protezione della professione di avvocato: il Consiglio federale intende far valutare le ripercussioni per la Svizzera
Berna, 19.06.2026 — La Convenzione europea per la protezione della professione di avvocato mira a rafforzare l'indipendenza e il libero esercizio della professione forense. Nella seduta del 19 giugno 2026, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di analizzare in modo approfondito le ripercussioni di un’adesione per la Svizzera e di sottoporgli un pertinente rapporto al più tardi entro la fine di novembre 2027. Sulla scorta di tali risultati, il Consiglio federale valuterà un’eventuale adesione della Svizzera.
Il Consiglio d’Europa intende migliorare la protezione degli avvocati nell’esercizio della loro professione. A tal fine, nel 2025 ha adottato la Convenzione per la protezione della professione di avvocato, con la cui ratifica gli Stati contraenti si impegnano a garantire l’esercizio indipendente e non discriminatorio della professione forense, e a prevenire ogni indebita interferenza. Ciò comporta, tra l’altro, la garanzia di accesso senza ostacoli ai clienti e di una comunicazione riservata con essi. Inoltre, vengono rafforzate la funzione e l’indipendenza delle associazioni professionali.
Una professione forense forte è garante dello Stato di diritto
In Svizzera, gli avvocati possono già oggi esercitare la propria professione in modo indipendente, in quanto sono protetti dal diritto fondamentale alla libertà d’opinione e da diverse garanzie procedurali, come ad esempio il diritto di esaminare gli atti.
Aderendo alla Convenzione europea per la protezione della professione di avvocato, la Svizzera potrebbe tuttavia lanciare un segnale a sostegno dell’avvocatura, fondamentale per il corretto funzionamento dello Stato di diritto e per la tutela dei diritti umani. Non solo nel diritto penale, ma anche in tutti gli altri ambiti giuridici, ogni persona deve poter ricevere un patrocinio legale fondato per far valere i propri diritti.
Nella seduta del 19 giugno 2026, il Consiglio federale ha preso atto della relativa valutazione e ha incaricato il DFGP di sottoporgli, entro fine novembre 2027, un’analisi approfondita sulle ripercussioni di un’eventuale adesione da parte della Svizzera. L’Esecutivo intende verificare come i primi Stati contraenti attueranno la Convenzione e in che modo il Consiglio d’Europa ne istituirà il meccanismo di monitoraggio. I risultati guideranno la decisione sull’adesione della Svizzera alla Convenzione.
