Vettori energetici sintetici: non servono nuovi strumenti di promozione
Berna, 25.09.2026 — Il 25 settembre 2026 il Consiglio federale ha approvato il rapporto in adempimento del postulato 23.4268 «Sviluppo della piazza economica e acquisto a livello internazionale di vettori energetici sintetici». Il rapporto evidenzia come si potrebbero incentivare gli investimenti svizzeri, in particolare nel settore dei derivati dell’idrogeno. L’Esecutivo ritiene che al momento non siano necessari nuovi strumenti di promozione.
Il postulato 23.4268 ha incaricato il Consiglio federale di illustrare in un rapporto come promuovere gli investimenti svizzeri nei siti di produzione di vettori energetici sintetici dei Paesi partner ritenuti adatti, come contribuire allo sviluppo di posti di lavoro in quelle regioni e come garantire l’approvvigionamento energetico svizzero nel lungo termine. I vettori energetici rinnovabili e sintetici derivano in larga misura dall’idrogeno e sono prodotti con energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Possono contribuire alla transizione energetica, anche se sono meno efficienti e più costosi rispetto all’utilizzo diretto dell’elettricità.
Il rapporto del Consiglio federale sottolinea la vasta gamma di strumenti di promozione attualmente disponibili, tra cui la legge sul clima e l’innovazione (LOCli), i programmi di ricerca dell’Ufficio federale dell’energia e dell’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione (Innosuisse) nonché il Fondo per le tecnologie. Tuttavia, questi strumenti sono destinati prevalentemente a progetti nazionali. L’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE/SERV) copre i rischi politici e commerciali e sono sempre più numerosi i progetti legati al clima che beneficiano di questa copertura.
Nell’ambito della cooperazione internazionale, la Svizzera non stanzia attualmente risorse a favore di progetti nel settore dei vettori energetici rinnovabili e sintetici; fornisce invece il proprio sostegno a programmi dei fondi per il clima e della Banca mondiale che, tra le altre cose, finanziano tali progetti. In alcuni Paesi emergenti prioritari, tra cui il Marocco, potrebbe nascere una cooperazione tecnologica mirata con le scuole universitarie, gli istituti di ricerca e le imprese svizzere.
Il Consiglio federale ha anche vagliato svariati strumenti supplementari, come un fondo per il clima e una garanzia statale contro i rischi d’investimento, che per varie ragioni, tra cui la mancanza di risorse finanziarie, non verranno introdotti. Sarà necessario quindi valutare altri strumenti, ad esempio le garanzie relative ai finanziamenti internazionali per il clima. Nell’ambito del monitoraggio della Strategia per l’idrogeno in Svizzera, l’Ufficio federale dell’energia deve verificare periodicamente se lo sviluppo dei vettori energetici rinnovabili e sintetici richieda ulteriori misure.
