Necessità di intervento della Svizzera in materia di politica fiscale
Berna, 19.06.2026 — Nella seduta del 19 giugno 2026, il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento del postulato Walti 23.3752 «Per preservare l’attrattiva e garantire finanze sane, la Svizzera ha bisogno di una strategia fiscale e di ubicazione a lungo termine». Dal rapporto emerge che la Confederazione dispone attualmente di una solida base finanziaria, grazie a condizioni quadro fiscali complessivamente favorevoli e una base delle entrate di ampia portata. Alla luce degli sviluppi internazionali, demografici e tecnologici, allo stesso tempo risulta evidente la necessità di intervenire soprattutto nell’ambito dell’imposizione delle imprese, al fine di garantire le entrate fiscali a lungo termine.
Il rapporto illustra le sfide a lungo termine che si profilano sul fronte della politica fiscale ed economica. Tra i punti di forza emergono in particolare la forma federale e il giusto equilibrio tra imposte dirette e indirette. Entrambi gli elementi contribuiscono infatti alla funzionalità del sistema fiscale. Nel confronto internazionale, la Svizzera applica un’aliquota fiscale relativamente bassa e rimane quindi una piazza economica attrattiva dal punto di vista fiscale, il che rende attualmente possibile una forte crescita delle entrate.
Allo stesso tempo, il sistema fiscale si vede confrontato con sfide strutturali, tra cui, in particolare, l’imposizione minima promossa dall’OCSE e dagli Stati del G20, che comporta cambiamenti nella concorrenza fiscale internazionale; l’invecchiamento demografico, che potrebbe avere ripercussioni sulla crescita; e il cambiamento tecnologico indotto dall’intelligenza artificiale, che implica rischi per la ripartizione del reddito e offre opportunità per aumentare la produttività. Il sistema fiscale deve quindi essere valutato in relazione ai tre obiettivi di politica fiscale, ossia l’attrattiva della piazza economica, l’efficienza e la distribuzione, e, se necessario, ulteriormente sviluppato.
Necessità di intervento soprattutto nell’ambito dell’imposizione delle imprese
Il rapporto individua la necessità di intervenire principalmente nell’ambito dell’imposizione delle imprese, a seguito dell’introduzione dell’imposizione minima dell’OCSE/G20. Per impedire che la base imponibile della Svizzera defluisca verso l’estero e per garantire la certezza del diritto per le imprese nel nostro Paese, il Consiglio federale ha introdotto, per mezzo di un’ordinanza, l’imposta integrativa svizzera («qualified domestic minimum top-up tax», QDMTT) e l’imposta integrativa internazionale («income inclusion rule», IIR). In tale contesto, il rapporto illustra i margini di manovra e le opzioni d’intervento ancora disponibili per rafforzare ulteriormente l’attrattiva fiscale della piazza economica. Vi rientrano, tra l’altro, le questioni relative alla base di calcolo secondo il diritto svizzero o la valutazione di strumenti alternativi di promozione della piazza economica in linea con le regole per l’imposizione minima. Tuttavia, alla luce della dinamicità degli sviluppi a livello internazionale, sarebbe prematuro valutare in maniera conclusiva le opzioni disponibili. Queste opzioni devono essere approfondite e valutate in modo imparziale in una fase successiva, d’intesa con i Cantoni e il settore economico. I primi risultati di questo approfondimento, condotto da un gruppo di lavoro in collaborazione con i Cantoni, dovrebbero essere disponibili entro l’inizio del 2027 e fungere da base per il Consiglio federale affinché possa decidere, già nel primo semestre del 2027, su come procedere. Come già sottolineato a più riprese dal Consiglio federale, gli eventuali adeguamenti nell’ambito dell’imposizione delle imprese saranno apportati nel quadro del progetto di trasposizione dell’ordinanza sull’imposizione minima in una legge, che l’Esecutivo dovrà in ogni caso sottoporre al Parlamento entro il 2029.
Semplificazioni nell’ambito delle imposte sul reddito e sul consumo
Il rapporto indica diverse possibilità di ottimizzazione anche nell’ambito delle imposte sul reddito, sulla sostanza e sul consumo. Singoli adeguamenti si trovano già nella fase di iter legislativo. Ad esempio, l’8 marzo 2026 i cittadini aventi diritto di voto hanno accettato la legge federale sull’imposizione individuale, che consente, tra l’altro, di rafforzare gli incentivi occupazionali per il partner che consegue il secondo reddito. Inoltre, prossimamente il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento un progetto volto a semplificare le deduzioni per le spese professionali. Secondo il rapporto, le imposte sul consumo e le tasse di incentivazione potrebbero acquisire maggiore importanza in futuro, in quanto relativamente efficienti e meno incisive sull’attrattiva della piazza economica. L’Esecutivo ritiene auspicabile effettuare semplificazioni soprattutto per aumentare l’efficienza dell’IVA. Ciò riguarda anche la rinuncia alla proroga dell’aliquota speciale dell’IVA per il settore alberghiero. Il Parlamento deve ancora pronunciarsi in merito a tale affare. Oltre ai progetti di riforma in corso, il Consiglio federale non ravvisa in questi ambiti alcuna necessità di intervento immediata.
Integrazione nella politica globale
Nel sistema federale della Svizzera anche i Cantoni svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della piazza economica. Inoltre, l’attrattiva della piazza economica non dipende esclusivamente da fattori fiscali, bensì anche da altre condizioni quadro, quali la stabilità politica, la certezza del diritto, la regolamentazione, l’accesso al mercato, la manodopera, l’infrastruttura e l’innovazione. Per ulteriori temi importanti per la piazza economica, il Consiglio federale rimanda ad altri rapporti, in particolare a quelli concernenti la competitività, l’immigrazione e il potenziale di forza lavoro nazionale. Il rapporto rinvia altresì a possibili sgravi amministrativi in ambito fiscale, decisi il 26 novembre 2025 dal Consiglio federale già nel quadro del pacchetto di misure per la competitività dell’economia svizzera; le relative consultazioni sono state avviate nella seduta del 19 giugno 2026 (cfr. rispettivo comunicato stampa).
