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Comunicato stampaPubblicato il 20 maggio 2026

Il Consiglio federale avvia la procedura di consultazione sulla riforma AVS 2030

Berna, 20.05.2026 — Il Consiglio federale intende modernizzare l’AVS, adeguarla all’evoluzione della società e garantirne l’equilibrio finanziario a lungo termine. A tal fine propone di migliorare il sistema contributivo e di promuovere il mantenimento e la prosecuzione dell’attività lucrativa prima e dopo il raggiungimento dell’età di riferimento. Non è però previsto un aumento dell’età di riferimento. Nella sua seduta del 20 maggio 2026, il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione sulla riforma AVS 2030. A seconda di cosa deciderà il Parlamento per il finanziamento della 13a mensilità della rendita di vecchiaia, potrebbe risultare necessario un finanziamento supplementare dell’AVS.

Nei prossimi anni, molte persone della generazione del baby boom raggiungeranno l’età di pensionamento (età di riferimento). Questa svolta demografica pone sfide importanti non solo alla società, ma anche all’AVS. Con la riforma AVS 20230 il Consiglio federale intende modernizzare l’assicurazione e adeguarla all’evoluzione della società.

Promuovere il mantenimento e la prosecuzione dell’attività lucrativa

Per sfruttare meglio il potenziale di manodopera interna, il Consiglio federale propone diverse misure tese a promuovere il mantenimento e la prosecuzione dell’attività lucrativa prima e dopo il raggiungimento dell’età di riferimento. Ad esempio, la franchigia applicata ai redditi conseguiti dopo l’età di riferimento verrebbe aumentata da 16 800 a 22 680 franchi all’anno e adeguata a intervalli regolari. I redditi provenienti da un’attività lucrativa esercitata dopo il raggiungimento di questa età sarebbero così presi maggiormente in considerazione. L’attuale limite di 70 anni fino al quale è possibile migliorare la propria rendita sarebbe soppresso, il che renderebbe possibile il rinvio della riscossione della rendita oltre questa età. Inoltre, le aliquote di riduzione in caso di anticipazione della riscossione della rendita e quelle di aumento in caso di rinvio della medesima verrebbero fissate in base a principi disincentivanti o incentivanti e non dipenderebbero più dalla speranza di vita. Per quanto concerne la previdenza professionale, l’età minima di pensionamento verrebbe progressivamente aumentata da 58 a 63 anni. Rimarrebbero possibili alcune eccezioni, in particolare in caso di ristrutturazione aziendale o nell’ambito di contratti collettivi di lavoro, ma non si potrebbe comunque scendere al di sotto dei 60 anni. Inoltre, i lavoratori dipendenti potrebbero mantenere la propria assicurazione e avrebbero il diritto di trasferire la prestazione d’uscita a un nuovo istituto di previdenza.

Queste misure proposte con la riforma AVS 2030 dovrebbero generare entrate supplementari per l’assicurazione pari a circa 600 milioni di franchi all’anno fino al 2040. Per contro, il Consiglio federale rinuncia ad aumentare l’età di riferimento nell’AVS. Nell’ambito di una futura riforma, esaminerà diversi modelli di adeguamento dell’età di riferimento sulla base dei lavori della commissione di esperti appositamente istituita.

Colmare lacune contributive

Il Consiglio federale propone inoltre di introdurre la possibilità di colmare determinate lacune contributive e di migliorare la copertura degli assicurati in situazioni che attualmente non sono prese in considerazione in misura sufficiente. Le indennità giornaliere in caso di malattia e d’infortunio non sarebbero più esonerate dai contributi AVS, come avviene già per le indennità giornaliere dell’assicurazione contro la disoccupazione, dell’ordinamento federale delle indennità di perdita di guadagno, dell’assicurazione invalidità e dell’assicurazione militare. Tra le altre misure proposte vi è l’allineamento del tasso di contribuzione dei lavoratori indipendenti con redditi elevati a quello dei lavoratori dipendenti (8,7 % invece che 8,1 %), mentre per gli indipendenti con redditi modesti sarebbe mantenuta la tavola scalare. Queste modifiche consentirebbero di rafforzare la previdenza delle persone interessate e di migliorare le loro prestazioni.

Inoltre, il Consiglio federale intende rafforzare l’equità del sistema per quanto concerne la remunerazione degli imprenditori azionisti della propria impresa e contrastare il versamento di dividendi eccessivi al posto del salario. Questo fenomeno, infatti, sottrae i dividendi in questione all’assoggettamento contributivo, il che implica perdite per l’AVS. In futuro, i dividendi sarebbero considerati eccessivi in caso di rendimento superiore al 15 per cento del capitale investito. La parte eccedente verrebbe considerata quale salario determinante ai fini del calcolo dei contributi.

Garantire il finanziamento dell’AVS nel periodo 2030–2040

Per il Consiglio federale è indispensabile garantire un finanziamento sufficiente dell’AVS nel periodo 2030–2040. Il bisogno di finanziamento dell’assicurazione dipenderà però dal finanziamento della 13a mensilità della rendita di vecchiaia. Se quest’ultimo fosse garantito a lungo termine, in linea di massima non sarebbe necessario un finanziamento supplementare dell’AVS, a condizione che la situazione economica non si deteriori notevolmente. Per contro, se il Parlamento optasse per un finanziamento di durata limitata, occorrerebbe aumentare l’IVA di 0,7 punti percentuali. Se invece non prendesse nessuna decisione, sarebbe necessario un finanziamento supplementare, o sotto forma di soluzione mista (+0,7 punti percentuali di IVA e +0,2 punti percentuali di contributi), o tramite un aumento dell’IVA di 0,9 punti percentuali. Inoltre, per garantire la stabilità dell’AVS si propone di introdurre un meccanismo d’intervento: qualora fosse prevedibile che il livello del Fondo di compensazione AVS scenderà al di sotto del 90 per cento delle uscite annue dell’assicurazione nel corso dei tre anni successivi, il Consiglio federale dovrebbe proporre misure di stabilizzazione al Parlamento entro un anno.

La procedura di consultazione sulla riforma si concluderà l’11 settembre 2026.

Documenti

Link

Il Consiglio federale definisce le linee direttrici della riforma AVS 2030