Nel mondo della misurazione ufficiale, il passaggio ai dati 3D per edifici e oggetti del livello «singoli oggetti» è oggi scontato e incontestato.
I prossimi passi prevedono il chiarimento di questioni di carattere legale e finanziario, l’affinamento di alcuni aspetti organizzativi e la persuasione dei decisori riguardo alla validità dell’introduzione della terza dimensione nella misurazione ufficiale. A fronte delle straordinarie prospettive che ci si parano di fronte con l’avvento del 3D, vale la pena di impegnarsi con tutte le proprie forze per garantire in futuro il passaggio al catasto 3D in tempi adeguati.
Per altri tipi di oggetti, quali ad esempio immobili o proprietà per piani (PPP), molte domande restano tuttavia ancora senza risposta. Mentre in molti Paesi (Svezia, Norvegia, Israele) è possibile iscrivere nel registro fondiario una particella in 3D (volume), in Svizzera ciò non è ancora fattibile. Sarà necessario operare un adeguamento della nostra legislazione per renderlo possibile? L’amministrazione delle PPP ne risulterebbe notevolmente facilitata? Questi e altri quesiti meritano di essere discussi approfonditamente tenendo conto anche degli aspetti giuridici.
Per porre il dibattito - limitato in un primo momento alla cerchia ristretta degli ingegneri geometri - su basi più ampie, nella 2010 la Direzione federale delle misurazioni catastali (V+D) organizzerà una tavola rotonda per avviare così il processo per la formazione di un’opinione sulle questioni ancora aperte (immobili e proprietà per piani in 3D? Chi sono i potenziali utilizzatori di questi dati? Quale forma di finanziamento per il 3D nella MU? ecc.).
